Ipertrofia dei Turbinati e Difficoltà respiratoria nasale

 

Ipertrofia dei turbinati

L’ipertrofia dei turbinati è una delle cause principali della difficoltà respiratoria nasale ed è rappresentata da una iperplasia cellulare, da un edema tissutale e dalla congestione vascolare

I turbinati sono delle formazioni costituite da uno scheletro osseo e rivestiti da una mucosa ipervascolarizzata e più profondamente da tessuto cavernoso. La loro funzione principale è quella di regolare i flussi respiratori per filtrare, umidificare e riscaldare l’aria inspirata.

Uno stimolo fisico, chimico, infiammatorio o allergico, crea una modificazione circolatoria del tessuto cavernoso dei turbinati, modificandone le dimensioni e creando una diminuzione dello spazio respiratorio con un aumento della secrezione ghiandolare sierosa e mucosa. Questo processo causa un aumento del tempo di permanenza dell’aria con le mucose nasali e di conseguenza una modificazione della sua temperatura, purezza e umidità

La terapia di prima scelta per l’ipertrofia dei turbinati è sempre di tipo farmacologico. L’insuccesso di tale terapia ci conferma la presenza di un’ipertrofia cronica e il ripristino della pervietà nasale si può ottenere solo intervenendo chirurgicamente.

Oggi la decongestione chirurgica dei turbinati può essere facilmente eseguita ambulatorialmente, in anestesia locale, senza dolore, senza tamponi nasali, con il nuovo Laser a Diodo a doppia lunghezza d’onda, la durata dell’intervento è di circa 30 minuti e dal giorno successivo il paziente può tranquillamente riprendere le normali attività quotidiane.

 

Diagnosi di ipertrofia dei turbinati:

Il paziente giunge all’osservazione dell’otorinolaringoiatra riferendo una cattiva respirazione nasale persistente, stagionale o posizionale, con formazione di secrezioni catarrali e/o croste nasali e spesso associata roncopatia notturna

La diagnosi si esegue con una accurata visita ORL tramite fibre ottiche per valutare l’anatomia nasale, l’ipertrofia dei turbinati e l’eventuale associazione con la deviazione del setto o con formazioni polipoidi, la Rinomanometria e le prove allergometriche.

E’ importante eseguire l’esame citologico nasale per studiare la natura dell’ipertrofia che può essere:

– Vasomotoria

– Allergica

– Medicamentosa

– Cronica non allergica cellulo-mediata (NARMA, NARESMA, NARES)

 

 Terapia farmacologica della rinite vasomotoria semplice o allergica:

– Spray nasali a base di cortisone (per cicli di due o tre settimane perché l’uso eccessivo può portare a sanguinamenti, secchezza nasale ed assottigliamento della mucosa respiratoria)

– Antistaminico per via sistemica in compresse

– Terapia inalatoria in ambiente termale.

– Lavaggi nasali con soluzioni saline.

– Spray decongestionanti per brevi periodi perché l’abuso porta alla perdita dell’elasticità dei corpi cavernosi dei turbinati e allo sviluppo di una rinite medicamentosa.

Turbinati Laser

Decongestione chirurgica dei turbinati con Laser a Diodo:

L’intervento ai turbinati inferiori nasali con l’innovativo Laser a Diodo a doppia lunghezza d’onda è una procedura ambulatoriale:

– Si esegue sempre con il supporto di un anestesista che monitorizza e assiste il paziente durante tutta la fase dell’intervento

– Tramite spray  si effettua l’anestesia locale inibendo la sensibilità solo della porzione interna del naso. Successivamente effettuo una infiltrazione di anestetico nella sottomucosa del turbinato

– Si procede alla decongestione della sottomucosa della testa, del corpo e della coda del turbinato inferiore e alla riduzione di eventuali speroni cartilaginei che causano ostacolo al flusso respiratorio.

– Non vengono applicati tamponi nasali, è una metodica indolore, selettiva, ripetibile a distanza di anni e rispetta la mucosa nasale

– Dopo l’intervento possono formarsi piccole croste che saranno poi rimosse a cicatrizzazione ultimata dallo specialista otorinolaringoiatra.  Da quel momento in poi si noterà un netto miglioramento della respirazione nasale con un flusso respiratorio omogeneo e continuativo

 

Chirurgia dei Turbinati

La chirurgia dei turbinati nel corso degli anni ha subito diverse variazioni, dall’iniziale approccio chirurgico eseguito in sala operatoria, ( in anestesia generale, con l’utilizzo del bisturi e dei tamponi nasali ) ci si è approcciati verso una chirurgia sempre più conservativa e meno invasiva.

I primi strumento che hanno consentito l’intervento di decongestione dei turbinati in anestesia locale sono stati la radiofrequenza e il laser Co2. Successivamente sia i laser che le radiofrequenze sono diventate sempre più efficaci e meno invasivi permettendo un buon risultato operatorio in anestesia locale e senza sanguinamento. Successivamente è stato fatto un passo avanti con l’avvento dell’ablazione al plasma. Oggi grazie al laser a Diodo a doppia lunghezza d’onda il chirurgo otorinolaringoiatra riesce ad avere una maggiore precisione e selettività grazie anche al diametro ridotto della fibra ( 0,6 mm), a raggiungere perfettamente anche le porzioni più distali del turbinato. I risultati sono un minor danno dei tessuti circostanti e riduzione del rischio di necrosi, assenza assoluta di sanguinamento, una cicatrizzazione più veloce e tempi di ripresa più brevi che si traducono in una soddisfazione maggiore del paziente e ad un risultato più duraturo

La decongestione dei turbinati con Laser a Diodo viene effettuata quindi in anestesia locale, con una leggera sedazione del paziente per annullare ogni possibile fastidio. La fibra del laser a diodo entra nella sottomucosa e si effettua l’ablazione dei turbinati inferiori ripristinando l’adeguato spazio respiratorio. L’intervento è eseguito sotto visione endoscopica e dopo circa 30 minuti dalla fine dell’intervento il paziente può tranquillamente tornare a casa con la terapia medica prescritta