Ipertrofia dei Turbinati e Difficoltà respiratoria nasale

Terapia mininvasiva con Laser a Diodo,  Ablazione al Plasma, Radiofrequenza pulsata di ultima generazione e Laser Co2. Risoluzione della difficoltà respiratoria nasale legata alla ipertrofia dei turbinati. Intervento eseguito in anestesia locale, ambulatorialmente e senza l’uso di tamponi nasali.

Le cause di una difficoltosa respirazione attraverso il naso, sia essa dovuta ad una deviazione del setto nasale, ad una ipertrofia dei turbinati, espressione di una rinopatia vasomotoria o di una allergia nasale, alla crescita di polipi nasali o alla combinazione di più fattori distinti, possono essere sempre individuate con precisione con l’ausilio della moderna diagnostica rinologica che si avvale di sistemi di videoendoscopia e di indagini funzionali particolari.

Qualunque causa di ostruzione nasale può oggi essere risolta con interventi conservativi di chirurgia funzionale ed endoscopica, che, anche grazie al ricorso a nuove tecnologie, possono essere agevolmente effettuati a livello ambulatoriale, in anestesia locale, senza necessità di ricovero, con convalescenza limitata a qualche giorno appena, e soprattutto senza impiego di tamponi nasali.

Ipertrofia dei turbinati inferiori

I turbinati inferiori sono i più voluminosi e lunghi dei turbinati nasali (4-5 cm) ed hanno forma triangolare oblunga con la base anteriore che corrisponde alla testa del turbinato, situata a pochi millimetri dalla narice, e la  coda del turbinato, situata ad 1 cm dallo sbocco della tuba di Eustachio.

La porzione respiratoria delle fosse nasali, insieme ad ampi tratti della porzione olfattoria, è rivestita da mucosa di colorito roseo, liscia dello spessore di circa 2 millimetri a livello del setto. Il suo spessore è più cospicuo, fino a 5 millimetri, a livello dei turbinati inferiori, ricchi di tessuto cavernoso, soprattutto a livello della testa e della coda.

Uno stimolo nasale, sia chimico che fisico, crea delle modificazioni circolatorie del tessuto cavernoso del turbinato, causandone una variazione di volume che restringe lo spazio respiratorio e un aumento della secrezione ghiandolare sierosa e mucosa.

Tutto ciò causa una permanenza maggiore dell’aria a contatto con la superficie mucosa nasale, che viene così modificata nella sua temperatura, umidità e purezza.

La temperatura ed il grado di umidità dell’aria inspirata sono variabili importanti che innescano il riflesso vasomotorio dei turbinati inferiori: l’aria fredda determina congestione degli spazi cavernosi, così come l’aria calda e secca. Al contrario l’aria calda ed umida provoca decongestione dei turbinati inferiori.

Questa elevata reattività vasomotoria e riflessiva della mucosa del turbinato può facilmente trasformarsi da meccanismo fisiologico a meccanismo patologico e portare quindi alla rinite vasomotoria per ipertrofia dei turbinati inferiori.

Principali meccanismi che causano ipertrofia dei turbinati

La rinite allergica:

Caratterizzata dalla sensibilizzazione della mucosa nasale ai comuni inalanti quali i pollini, pelo del cane o del gatto, alle muffe, agli acari della polvere. Tale sensibilizzazione porta ad una eccessiva ipertrofia dei turbinati, oltre agli starnuti, prurito, rinorrea ecc. In base all’entità e al tipo di allergene possiamo avere una Ipertrofia stagionale o una Ipertrofia perenne.

La rinite vasomotoria semplice:

Si presenta quando la mucosa nasale si sensibilizza e risponde a stimoli aspecifici, quali freddo, caldo, sole, e provoca liberazione di istamina nei turbinati inferiori che quindi si ipertrofizzano.

La NARES:

Ovvero Rinite non allergica eosinofila, può insorgere a qualsiasi età e i sintomi sono simili alle forme vasomotorie allergiche e non allergiche. Predispone alla sinusite e alla poliposi nasale in percentuale maggiore rispetto alla rinite allergica. Si diagnostica con l’esame citologico nasale.

 I sintomi e le complicanze più comuni sono:

– Ostruzione nasale, più accentuata in posizione supina e durante il sonno

– Alternanza della ostruzione nasale (anche in base alla posizione del capo)

– Aumentata produzione di muco e catarro

– Frequenti mal di testa

– Predisposizione alla roncopatia

– Starnuti frequenti

– Frequenti raffreddori che durano a lungo

– Apnee notturne

– Riduzione dell’olfatto

– Polipi nasali

– Sinusite cronica

– Ovattamento dell’orecchio e diminuzione della capacità uditiva

– Otite ricorrente

– Tosse secca e stizzosa

– Asma bronchiale

– Abuso e dipendenza dall’uso di spray decongestionanti

La diagnosi di ipertrofia dei turbinati va fatta dallo specialista otorinolaringoiatra, associando alla classica visita:

la Rinofibrolaringoscopia

Il Prick Test per inalanti ed alimenti

L’esame Citologico nasale

La Rinomanometria

Ed eventualmente una TAC per lo studio delle complicanze dell’ostruzione nasale prolungata ( poliposi, sinusite)

TERAPIA

Ultimata la diagnostica, si decide se intraprendere una terapia medica o, come nella maggior parte dei casi, una terapia chirurgica mediante  Laser a Diodo, ablazione con Radiofrequenza al Plasma, Radiofrequenza Pulsata o Laser Co2.

Per esperienza personale utilizzo una o più metodiche in base alla caratteristica del turbinato e alla presenza o meno di speroni cartilaginei o deviazioni del setto nasale.

 

Ablazione con Laser a Diodo

 

L’innovativo Laser a Diodo permette di lavorare con due lunghezze d’onda per poter avere in maniera simultanea la vaporizzazione e la coagulazione del tessuto. Le ridotte dimensioni permettono un intervento più mirato e il raggiungimento di tutte le porzioni del turbinato, dalla testa alla coda. E’ poco invasivo e la cicatrizzazione e di conseguenza la ripresa della corretta respirazione, risultano più veloci

 

Ablazione con Radiofrequenza al Plasma

 

E’ una tecnica che si avvale di una nuova modalità di “vaporizzazione” della sottomucosa del turbinato. Agisce tramite particelle ionizzate che sviluppano una energia capace di distruggere le catene molecolari dei tessuti, senza però creare necrosi ai tessuti circostanti. Lavora a temperature molto più basse rispetto ad altre apparecchiature e quindi permette di ridurre al minimo il dolore percepito. Diminuiscono quindi i tempi di cicatrizzazione e i tempi per la ripresa della perfetta funzionalità respiratoria nasale

 

Il Laser

 

La radiazione luminosa emessa dal laser interagisce in modo molto particolare con i tessuti del nostro corpo. L’energia del Laser è assorbita dai tessuti e trasformata in calore; si genera così una coagulazione delle proteine tissutali, che determina una cicatrizzazione dei vasi sanguigni ed una vaporizzazione dell’acqua intra ed extra cellulare. Il processo genera una distruzione del tessuto, ma le conseguenze sono sensibilmente inferiori a quelle provocate da altre manovre chirurgiche. Per questo motivo la cicatrizzazione avviene in tempi più brevi ed in modo del tutto affidabile; i minori danni al tessuto creano minor dolore e non esistono praticamente fenomeni emorragici. Il decorso post-operatorio del paziente che si sottopone ad interventi di Laser chirurgia è, quindi, decisamente più agevole rispetto a quello di interventi eseguiti con altre metodologie.

 

La Radiofrequenza Pulsata

 

Viene eseguita mediante una pinza bipolare che entrando nella sottomucosa del turbinato ne causa la “vaporizzazione”. A differenza della Radiofrequenza tradizionale, non causa eccessivo riscaldamento perchè utilizza alte temperature in modo pulsato. Quindi si ha un effetto coagulante associato ad un effetto decongestionante. Con questa metodica non c’è assolutamente necessità di utilizzare tamponi nasali. I tempi di cicatrizzazione sono più veloci e la durata nel tempo maggiore.